RIFLESSIONI SULLA KLAMATH

 

La nuova energia verde

Il nostro corpo viene definito miracoloso. Esso infatti, nella condizione fisiologica naturale, se i nutrienti sono appropriati e se si conduce uno stile di vita adeguato, è perfettamente capace di autoregolarsi e mantenersi sano.
Compito delle cosiddette discipline olistiche (dal greco ‘olos’ = intero, completo, sano) è quella primariamente di educare (nel senso letterale di educere “condurre fuori”) cioè aiutare a sviluppare una consapevolezza ecologica globale. “L’uomo e la terra non sono due (non sono cioè separati)” dicevano gli antichi Cinesi e Ippocrate, padre della nostra medicina, affermava “Primo, non nuocere” e questo motto, oggi più che mai, va applicato sia alla cura dell’uomo sia a quella del pianeta. La figura dell’educatore olistico si affianca e va oltre il compito specifico del medico perché possa realizzarsi non solo una reale prevenzione primaria, ma un effettivo miglioramento della qualità della vita in tutti i suoi aspetti.
La dimensione materiale dell’essere umano va integrata con quella etica e spirituale perché possa dirsi finalmente e definitivamente superata quella visione riduttiva, appiattente e omologante, sviluppata da una pratica medica orientata esclusivamente al test di laboratorio e all’uso del farmaco, della salute come “assenza di sintomi” e basta. La salute è soprattutto gioia e piacere di vivere sviluppando appieno tutte le proprie potenzialità di espressione, creatività e comunicazione, nel lavoro, nel rapporto con il proprio corpo (che va sentito, usato e goduto e non più vissuto come un appendice semimorta del proprio cervello o costretto, irrigidito e torturato per adeguarsi ai canoni dell’estetica e della moda) e nella relazione con gli altri esseri umani. Soprattutto l’uomo sano ha un progetto di vita, un sogno, una visione, sostenuti da motivazioni profonde che, pur includendoli e rispettandoli, vanno al di là del soddisfacimento dei soli bisogni materiali e di pura sopravvivenza.

Ma come vive l’uomo oggi? Partiamo dall’ambiente: cosa è successo nell’ambiente esterno? Lo sfruttamento intensivo dei terreni e l’agricoltura chimica hanno portato a gravi carenze minerali (utilizzare fertilizzanti a base esclusivamente di solo due, tre minerali crea squilibri e impoverisce fortemente il terreno di microelementi e sostanze vitali), fino alla desertificazione di migliaia e migliaia di ettari. Questo fenomeno è iniziato in America e ora si diffonde in modo preoccupante anche in Europa (Grecia, Sicilia, Sud Italia).
In più i cibi sono ulteriormente impoveriti di nutrienti per i processi di eccessiva raffinazione (riso brillato, zucchero, farina bianca, ecc.) e resi tossici per l’aggiunta di sostanze chimiche dannose. Infine, a causa della sterilizzazione o dell’eccesso di cottura, perdono le sostanze più volatili (enzimi e alcune vitamine) le quali sono anche quelle che rendono il cibo più vitale e assimilabile.
Parallelamente ci sono state delle inevitabili conseguenze nell’ambiente interno. Nel secolo scorso le malattie di tipo cronico-degenerativo causavano solo il 10% dei decessi, oggi per il 90% si muore per questo tipo di malattie. Oltre a ciò oggi si assiste anche al ritorno delle patologie epidemiche e infettive come ad esempio TBC e Colera (nel ‘94 in Italia si passò improvvisamente da 200 a più di 4.000 casi). L’AIDS è una malattia degenerativa che nel contempo ha un andamento epidemico-infettivo. Tutto ciò è originato da un forte indebolimento del terreno organico e da una grave depressione del sistema immunitario. Tra le malattie degenerative, oltre all’aumento costante e notorio di tumori e cardiopatie, recentemente si assiste anche ad un enorme aumento di artriti e artrosi, soprattutto tra gli anziani ma non solo.
La malattia di Alzheimer, cioè la demenza senile, è in fortissimo aumento, e si calcola che nel 2000 circa 1/3 degli anziani sopra i 70 anni ne saranno affetti. Le cosiddette “lamentele comuni” sono una spia importante per valutare il nostro stato di energia e di salute. Tutte sono in notevole e costante incremento in questi ultimi anni: oltre alla stanchezza, in taluni casi cronica, e ai problemi di peso, dell’apparato digerente e i numerosi casi di mal di testa, un numero sempre crescente di persone soffre di allergie di ogni genere fin dalla tenera età. Lo stesso vale anche per la depressione, che viene definita “la malattia del secolo”, e per i casi di raffreddore e influenza che oggi non si limitano più, come poteva succedere in passato per chi eventualmente si ammalava, a un solo episodio nella stagione invernale, ma tendono a cronicizzarsi attraverso sempre più frequenti “ricadute”, indice anche questo di un indebolimento delle nostre difese naturali. La confusione mentale è un’altra lamentela sempre più diffusa. Si presenta con sintomi quali la difficoltà di attenzione e concentrazione, cattiva memoria sia negli adulti, sia nei bambini e ragazzi che sono sempre più nervosi e iperattivi, ma con scarso rendimento scolastico. Anche la negatività e gli sbalzi di umore sono all’ordine del giorno.
La salute è basata fondamentalmente su questo equilibrio tra ambiente interno e ambiente esterno e quando esso è alterato, ne consegue un indebolimento del nostro terreno costituzionale e della nostra capacità di risposta e reazione a tutti gli agenti patogeni (climatici, microbici, psichici, traumatici). Questo indebolimento comincia a partire dalle nostre radici interne: il nostro apparato digerente, il nostro intestino. Una sana alimentazione, e corrette combinazioni alimentari, è fondamentale per la salute del nostro intestino, ma oggi che i terreni e i cibi sono sempre più poveri di fattori nutritivi essenziali (soprattutto oligoelementi ed enzimi che aiutano a fissare i nutrienti e a catalizzare, cioè favorire tutti le reazioni chimiche e i processi fisiologici interni) nasce la necessità di integrare i pasti con alimenti particolarmente ricchi di queste sostanze. Vorrei sottolineare alimenti e non “integratori” che per lo più non sono assimilabili dal nostro organismo e talvolta possono causare anche degli scompensi.

Alcuni particolari cibi selvatici che crescono ancora in modo spontaneo e in luoghi incontaminati (condizioni assai rare, ma ancora presenti in alcuni luoghi del pianeta) possono soddisfare questa basilare esigenza. Tra questi spicca, per le sue eccezionali caratteristiche, la verde-azzurra del lago Klamath ricca dì minerali, vitamine, aminoacidi, grassi essenziali, etc., perfettamente assimilabili, come in nessun altro cibo conosciuto.

Le condizioni ambientali e climatiche in cui cresce l’Aphanizomenon del lago Klamath sono assolutamente uniche. Il Klamath è un lago praticamente incontaminato, incastonato in una regione vulcanica da cui riceve fiumi e ruscelli densi di materiale vulcanico, e con un fondo i cui depositi di minerali biodisponbili arrivano anche fino a 10 m. di altezza. Il Klamath fa parte di un’area naturale protetta. L’unica città si affaccia sull’estremo lembo meridionale del lago, e scarica in un canale che esce dal lago e va verso il mare. Il lago Klamath si trova su un altopiano a 1300 m. di altezza, in una zona predesertica. Il suo clima combina così ben 300 giorni di sole l’anno, con eccezionali opportunità fotosintetiche; e inverni freddi che costringono l’alga a produrre importantissimi acidi grassi essenziali Omega 3 e 6.
Se a tutto ciò aggiungiamo il carattere primordiale della microalga, che raccoglie in sé caratteristiche sia vegetali che animali, si può ben comprendere la quasi perfezione del suo profilo nutrizionale:
La Klamath si contraddistingue soprattutto per l’elevato contenuto di vitamine del gruppo B, e soprattutto della sempre più rara ed essenziale B12. Inoltre, la Klamath è un’ottima fonte di vitamina K, essenziale per le ossa. A differenza di altre microalghe come la spirulina, il suo spettro vitaminico è completo, e include anche la vit.C
Le Klamath sono l’unica fonte nutrizionale contenente lo spettro completo dei minerali e oligoelementi necessari all’organismo umano in una forma sinergica e perfettamente assimilabile. Le Klamath contengono dal 60% al 70% di proteine nobili. E’ l’unico cibo conosciuto a possedere ben 20 aminoacidi. In particolare, la proporzione degli aminoacidi essenziali è praticamen¬te identica a quella ritenuta ottimale per il corpo umano, che le rende perfettamente assimilabili sotto il profilo proteico. La Klamath è tra le fonti vegetali più ricche di Omega-3 e Omega-6, nella proporzione ritenuta ottimale dai nutrizionisti (2-1), ed è capace di di normalizzare il metabolismo dei grassi Ricchissima di pigmenti antiossidanti, tra cui spiccano le potentissime ficocianine, la Klamath fornisce, oltre ai più importanti antiossidanti endogeni (SOD e glutatione), il più alto contenuto di betacarotene fra tutti i cibi conosciuti, perfettamente assimilabile perché presente nelle forme cis e trans in maniera bilanciata.

Cosa ancora più importante, il betacarotene nella Klamath è parte dell’intero corredo dei carotenoidi (alpha, gamma, etc.), ed è ormai ampiamente dimostrato che solo l’insieme dei carotenoidi esplica una potente azione antiossidante, laddove il betacarotene da solo svolge addirittura un ruolo ossidante.
La Klamath è perfettamente assimilabile non solo per la sinergia calibrata e bilanciata di tutti i suoi nutrienti, ma anche per la sua membrana cellulare, formata da una lipoglicoproteina simile al glicogeno umano, che il nostro organismo assimila immediatamente come fonte di energia immediata.

 

LA KLAMATH