Condizioni d'Acquisto
   
Ricerca
   
Costi di Spedizione
   
Login
   
Registrati
   
Home
   
PROBIOTICI E PREBIOTICI

PROBIOTICI E PREBIOTICI

Le crescenti conoscenze sulla composizione ed attività della microflora hanno messo in evidenza lo stretto legame tra la flora batterica e la salute dell’organismo umano. Infatti l’ecosistema intestinale è in grado di condizionare, non solo le funzionalità dell’intestino stesso, ma anche quelle di organi e tessuti extraintestinali.

La flora batterica intestinale è composta da almeno 400 specie di microrganismi friendly, che nel corso dell’evoluzione hanno instaurato un intimo rapporto simbiotico, di mutuo beneficio, con il resto dell’organismo. Da questa visione allargata ed integrata scaturisce  un nuovo approccio terapeutico e profilattico,che vede i microrganismi non più relegati a l’unico ruolo di agenti patogeni, ma anche deputati al mantenimento dello stato di salute. Questo nuovo approccio si realizza attraverso alimenti funzionali integrati, i cosiddetti probiotici e prebiotici.

Il Lactobacillus acidophilus ed il Bifidum bacterium sono le principali specie amiche che colonizzano in maniera permanente l’intestino, ma la loro presenza, cosí come quella delle altre specie, è continuamente minacciata da fattori esogeni o iatrogeni di varia natura (dieta errata, stress, terapia antibiotica, ecc..). È questa la ragione per cui è diventata ormai una prassi consolidata, anche nell’ambito della medicina tradizionale, l’integrazione alimentare con microrganismi probiotici. L’impiego di alimenti fermentati nell’alimentazione ha origini lontane, tanto che testimonianze archeologiche dimostrano il consumo di latte fermentato anche in epoche remote. L’esame e la validazione scientifica delle potenzialità terapeutiche dei batteri non patogeni nel lume intestinale, è arrivata peró solo all’inizio del XX secolo con gli studi del biologo russo Ilya Ilyich Metchnikov, ricercatore dell’istituto Pasteur di Parigi, che isoló per primo il Lactobacillus bulgaricus. A partire da questa scoperta, che allo studioso valse il Premio Nobel, altre ricerche hanno confermato la stretta relazione fra salute e microflora intestinale, e portato ad innovative e importanti scoperte.

I probiotici vengono definiti come integratori alimentari, composti da microrganismi vivi in grado di influenzare beneficamente l’organismo ospite migliorando il microsistema intestinale. La loro efficacia tuttavia, è vincolata alla capacità di raggiungere il distretto d’azione ancora vivi, per poter esplicare tutte le loro funzioni. Chiaramente il microrganismo usato deve essere testato e non patogenico. Una strategia alternativa, e /o aggiuntiva, di manipolazione della flora intestinale è rappresentata dall’impiego di prebiotici.

Un prebiotico è un ingrediente alimentare non digeribile, in grado di amplificare l’azione dei fermenti lattici probiotici, stimolando selettivamente la crescita e /o l’attività di uno o di un limitato numero di specie batteriche amiche. Quindi, l’approccio con l’utilizzo dei prebiotici coinvolge la somministrazione di entità non viventi, ma che, come suggerisce l’etimologia della parola, rappresenta il primum movens per la vitalità del microbiota intestinale. I carboidrati, presenti nella normale alimentazione come fibre, sono candidati promettenti e la maggior parte degli studi riguardano gli oligosaccaridi inulino-simili. In particolare l’ingestione di frutto-oligosaccaridi è in grado di stimolare la crescita di bifidobatteri nel basso intestino. La modificazione della microflora intestinale puó dunque offrire un importante potenziale profilattico e terapeutico in tutte quelle condizioni cliniche associate alla funzione barriera della mucosa intestinale ed alla risposta infiammatoria. Un ulteriore e più recente approccio è rappresentato dai simbiotici, dove probiotici e prebiotici vengono combinati per ottenere un effetto potenziato. In questo caso la possibilità di sopravvivenza della carica batterica apportata, viene aumentata per accoppiamento con substrati di accrescimento selettivi.

Nell’ottica di una strategia terapeutica per il mantenimento della salute dell’organismo, che tiene in considerazione la compartecipazione dell’intestino e della sua flora, è sicuramente da incentivare una solida ricerca di base, con particolare riguardo alla possibilità di impiegare questi alimenti funzionali anche nella terapia di importanti patologie croniche.

Quindi riassumendo un microrganismo puó essere impiegato come probiotico se risponde ai seguenti requisiti:

Deve essere possibile produrlo in larga scala in forma vitale

Durante l’uso e lo stoccaggio deve restare vitale e stabile.

Deve essere in grado di sopravvivere nell’ecosistema intestinale
L’ospite deve trarre vantaggio dalla sua presenza.

La somministrazione di probiotici risulta utile in diverse condizioni: diarrea, costipazione, coliti, ricolonizzazione da patogeni, flatulenza, gastroenteriti, acidità gastrica, immunostimolazione, ipercolesterolemia, encefalopatia epatica e cancerogenesi.
Per quanto riguarda i prebiotici, un ingrediente alimentare puó essere classificato prebiotico se risponde ai seguenti requisiti:
 

Non deve essere né idrolizzato né assorbito nel tratto superiore dell’apparato digerente

Deve essere un substrato selettivo per uno od un ristretto numero di batteri benefici commensali del colon, che vengono stimolati a crescere e /o attivati metabolicamente.

Di conseguenza deve essere in grado di modificare la flora del colon favorendo una composizione più salutare.

Deve indurre effetti luminali o sistemici benefici per la salute dell’ospite.

Quelli fino ad ora conosciuti e che rispondono  a tutti i requisiti sono l’inulina, i fruttoligosaccaridi e gli xylosaccaridi. Fra gli alimenti nuovi oggetto di studio sono l’alga Klamath e il frutto del Baobab. I prebiotici possiedono anche altri effetti favorevoli per la salute dell’uomo: riduzione della lipidemia e miglioramento dell’assorbimento di alcuni micronutrienti come calcio, magnesio e ferro.

 
 
 
 
 
 

Torna
all'E-Shop
PROSEGUI
negli acquisti
CONCLUDI
l'ordine